Una raccolta

Frasi brevi: le citazioni più corte

175 citazioni scelte a mano

Ci sono romanzi di seicento pagine ricordati per una sola riga. Questa raccolta parte da lì: dalla capacità della grande letteratura di comprimere un pensiero intero — a volte un'intera filosofia — in una manciata di parole, senza perdere nulla per strada.

Alcune di queste frasi sono aperture folgoranti: «Chiamatemi Ismaele» di Herman Melville resta, a quasi due secoli di distanza, l'incipit più imitato della narrativa americana. Altre sono chiusure ossessive, come il «Mai più» che il corvo di Edgar Allan Poe ripete fino a farne un ritornello. Altre ancora condensano un intero sistema di pensiero, come il «Bisogna coltivare il nostro giardino» con cui Voltaire chiude «Candido», o il «Bisogna immaginare Sisifo felice» con cui Albert Camus ribalta il mito greco in poche sillabe.

Ci sono le battute diventate proverbio prima ancora che citazione: «Essere, o non essere: questo è il dilemma» di William Shakespeare, «L'inferno sono gli altri» con cui Jean-Paul Sartre chiude «A porte chiuse», «La bellezza salverà il mondo» che Fëdor Dostoevskij affida a un personaggio de «L'idiota» senza che il romanzo stesso dica se sia vero. Alessandro Manzoni ne fa quasi una massima civile — «il coraggio, uno, non se lo può dare» — in una lingua semplice che imita apposta il parlato.

Non sono frasi accorciate per stare su una card: sono già brevi nel testo originale, nella lingua in cui sono state scritte. È il motivo per cui hanno attraversato indenni traduzioni, secoli e mezzi diversi — dal libro allo schermo, dalla citazione scolastica al tatuaggio — restando riconoscibili anche fuori contesto.

Le righe di questa raccolta