«Niente è peggio di quello che possiamo immaginare.»: la frase di J.M. Coetzee in «Aspettando i barbari»

Niente è peggio di quello che possiamo immaginare.

— J.M. Coetzee, Aspettando i barbari · 1980
Copertina di "Aspettando i barbari" di J.M. Coetzee
Aspettando i barbari · 1980

È il Magistrato, voce narrante e amministratore di un avamposto ai confini di un impero mai nominato, a pensarlo dopo l'arrivo del colonnello Joll e della sua brutale campagna contro le popolazioni «barbare» oltre il confine: pubblicato nel 1980 durante l'apartheid sudafricano, il romanzo osserva da vicino il meccanismo con cui il potere fabbrica un nemico per giustificare la propria violenza.

Dove si trovaEinaudi, 2000, riflessioni del Magistrato, trad. Maria Baiocchi.

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La citazione in immagine

«Niente è peggio di quello che possiamo immaginare.» — J.M. Coetzee, Aspettando i barbari (1980). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Niente è peggio di quello che possiamo immaginare.» — J.M. Coetzee, Aspettando i barbari (1980). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · riflessioni del Magistrato
Come si cita questa frase

J.M. Coetzee, «Niente è peggio di quello che possiamo immaginare.», Aspettando i barbari, trad. di Maria Baiocchi, Einaudi, 2000, riflessioni del Magistrato.

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