«Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa,…»: la frase di Arundhati Roy in «Il dio delle piccole cose»
Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa, straordinariamente fantasiosa dell'odio umano.

Siamo nel capitolo dedicato alla rappresentazione di kathakali a cui assistono i gemelli Rahel ed Estha nella notte del tempio di Ayemenem: la violenza messa in scena dal danzatore che interpreta Bhima, che uccide il nemico Dushasana con crudeltà rituale, riporta alla loro mente il terrore vissuto poco prima con la morte di Velutha — da qui il pensiero del narratore sulla ferocia tutta umana, che nessun animale saprebbe eguagliare.
Dove si trovaGuanda, 1997, capitolo 12, «Kochu Thomban», trad. Chiara Gabutti. Approfondisci →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Arundhati Roy, «Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa, straordinariamente fantasiosa dell'odio umano.», Il dio delle piccole cose, trad. di Chiara Gabutti, Guanda, 1997, capitolo 12, «Kochu Thomban». Testo: https://www.litcharts.com/lit/the-god-of-small-things/chapter-12-kochu-thomban

