«Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa,…»: la frase di Arundhati Roy in «Il dio delle piccole cose»

Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa, straordinariamente fantasiosa dell'odio umano.

— Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose · 1997
Copertina di "Il dio delle piccole cose" di Arundhati Roy
Il dio delle piccole cose · 1997

Siamo nel capitolo dedicato alla rappresentazione di kathakali a cui assistono i gemelli Rahel ed Estha nella notte del tempio di Ayemenem: la violenza messa in scena dal danzatore che interpreta Bhima, che uccide il nemico Dushasana con crudeltà rituale, riporta alla loro mente il terrore vissuto poco prima con la morte di Velutha — da qui il pensiero del narratore sulla ferocia tutta umana, che nessun animale saprebbe eguagliare.

Dove si trovaGuanda, 1997, capitolo 12, «Kochu Thomban», trad. Chiara Gabutti. Approfondisci →

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La citazione in immagine

«Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa, straordinariamente fantasiosa dell'odio umano.» — Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose (1997). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa, straordinariamente fantasiosa dell'odio umano.» — Arundhati Roy, Il dio delle piccole cose (1997). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · capitolo 12, «Kochu Thomban»
Come si cita questa frase

Arundhati Roy, «Nessuna bestia ha mai uguagliato l'arte immensa, straordinariamente fantasiosa dell'odio umano.», Il dio delle piccole cose, trad. di Chiara Gabutti, Guanda, 1997, capitolo 12, «Kochu Thomban». Testo: https://www.litcharts.com/lit/the-god-of-small-things/chapter-12-kochu-thomban

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