«Non tutti quelli che vagano sono perduti.»: la frase di Gandalf in «Il Signore degli Anelli» di J.R.R. Tolkien

Non tutti quelli che vagano sono perduti.

— J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli · 1954
Copertina di "Il Signore degli Anelli" di J.R.R. Tolkien
Il Signore degli Anelli · 1954

È un verso della poesia che Bilbo scrisse su Grampasso, il misterioso ramingo che Frodo e i suoi compagni incontrano alla locanda di Brea senza sapere che è in realtà Aragorn, futuro re, sotto mentite spoglie: Gandalf la lascia in una lettera perché Frodo possa riconoscere il vero Grampasso da un eventuale impostore, nel primo dei tre volumi del Signore degli Anelli, pubblicato nel 1954.

Dove si trovalibro I, capitolo 10 «Il Ramingo», poesia nella lettera di Gandalf.

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La citazione in immagine

«Non tutti quelli che vagano sono perduti.» — J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli (1954). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Non tutti quelli che vagano sono perduti.» — J.R.R. Tolkien, Il Signore degli Anelli (1954). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · libro I, capitolo 10 «Il Ramingo», poesia nella lettera di Gandalf
Come si cita questa frase

J.R.R. Tolkien, «Non tutti quelli che vagano sono perduti.», Il Signore degli Anelli, 1954, libro I, capitolo 10 «Il Ramingo», poesia nella lettera di Gandalf.

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