«La solitudine è il campo da gioco di Satana.»: il verso di Vladimir Nabokov da «Fuoco pallido»

La solitudine è il campo da gioco di Satana.

— Vladimir Nabokov, Fuoco pallido · 1962
Copertina di "Fuoco pallido" di Vladimir Nabokov
Fuoco pallido · 1962

È un'osservazione di Charles Kinbote, il narratore e commentatore del romanzo, nelle note che accompagnano — e via via travisano — un poema di 999 versi dello scrittore John Shade: Kinbote, esule di un regno immaginario e vicino di casa di Shade, è forse il narratore più inattendibile mai creato da Nabokov, e questo commento sulla solitudine ne rivela più su di lui che sul testo che dovrebbe spiegare.

Dove si trovaAdelphi, 2002, nota al verso 62 (commento di Kinbote), trad. Franca Pece, Anna Raffetto.

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La citazione in immagine

«La solitudine è il campo da gioco di Satana.» — Vladimir Nabokov, Fuoco pallido (1962). Grafica Sottolineature, versione chiara.«La solitudine è il campo da gioco di Satana.» — Vladimir Nabokov, Fuoco pallido (1962). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · nota al verso 62 (commento di Kinbote)
Come si cita questa frase

Vladimir Nabokov, «La solitudine è il campo da gioco di Satana.», Fuoco pallido, trad. di Franca Pece, Anna Raffetto, Adelphi, 2002, nota al verso 62 (commento di Kinbote).

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