«Umana cosa è l'aver compassione degli afflitti.»: l’incipit di «Decameron» di Giovanni Boccaccio

Umana cosa è l'aver compassione degli afflitti.

— Giovanni Boccaccio, Decameron · 1353
Copertina di "Decameron" di Giovanni Boccaccio
Decameron · 1353

Sono le prime righe del Proemio: Boccaccio dedica il libro alle donne innamorate, perché — a differenza degli uomini, che hanno mille modi per distrarsi dalla malinconia — restano spesso chiuse in casa dalle convenzioni sociali, sole con i propri pensieri. Racconta di aver provato lui stesso un amore intenso e doloroso in gioventù, superato solo grazie ai discorsi consolatori di un amico, ed è per gratitudine che offre ora alle donne queste cento novelle.

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«Umana cosa è l'aver compassione degli afflitti.» — Giovanni Boccaccio, Decameron (1353). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Umana cosa è l'aver compassione degli afflitti.» — Giovanni Boccaccio, Decameron (1353). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Proemio, incipit
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Giovanni Boccaccio, «Umana cosa è l'aver compassione degli afflitti.», Decameron, 1353, Proemio, incipit. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Decameron/Proemio

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