«A egregie cose il forte animo accendono l'urne de'…»: il verso di Ugo Foscolo da «Dei Sepolcri»

A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte.

— Ugo Foscolo, Dei Sepolcri · 1807
Copertina di "Dei Sepolcri" di Ugo Foscolo
Dei Sepolcri · 1807

Il poeta si rivolge direttamente a Ippolito Pindemonte, l'amico veneziano a cui dedica questo carme del 1807, scritto in polemica con l'editto napoleonico di Saint-Cloud che vietava le sepolture nei centri abitati: le tombe dei grandi, sostiene Foscolo, non sono un rito vuoto ma un legame concreto capace di ispirare le generazioni future a compiere a loro volta gesta memorabili.

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La citazione in immagine

«A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte.» — Ugo Foscolo, Dei Sepolcri (1807). Grafica Sottolineature, versione chiara.«A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte.» — Ugo Foscolo, Dei Sepolcri (1807). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · v. 151
Come si cita questa frase

Ugo Foscolo, «A egregie cose il forte animo accendono l'urne de' forti, o Pindemonte.», Dei Sepolcri, 1807, v. 151. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Dei_sepolcri_(Bettoni_1808)/Dei_Sepolcri

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