«E il naufragar m'è dolce in questo mare.»: il verso di Giacomo Leopardi da «L'infinito»

E il naufragar m'è dolce in questo mare.

— Giacomo Leopardi, L'infinito · 1819
Copertina di "L'infinito" di Giacomo Leopardi
L'infinito · 1819

È il verso finale della poesia, scritta nel 1819 quando Leopardi aveva appena ventun anni e viveva ancora recluso nella casa paterna di Recanati: seduto dietro una siepe che gli nasconde l'orizzonte, sul colle vicino chiamato poi Monte Tabor, il poeta immagina spazi e silenzi sconfinati al di là di essa, e quel perdersi nell'immaginazione — non nella realtà — gli riesce dolce invece che doloroso.

Dove si trovaCanti, edizione Napoli 1835, L’Infinito, ultimo verso. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«E il naufragar m'è dolce in questo mare.» — Giacomo Leopardi, L'infinito (1819). Grafica Sottolineature, versione chiara.«E il naufragar m'è dolce in questo mare.» — Giacomo Leopardi, L'infinito (1819). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · L’Infinito, ultimo verso
Come si cita questa frase

Giacomo Leopardi, «E il naufragar m'è dolce in questo mare.», L'infinito, Canti, edizione Napoli 1835, L’Infinito, ultimo verso. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/L%27infinito

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