«Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,…»: l’incipit di «Canto notturno di un pastore errante dell'Asia» di Giacomo Leopardi

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?

— Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia · 1829
Copertina di "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia" di Giacomo Leopardi
Canto notturno di un pastore errante dell'Asia · 1829

È un pastore errante dell'Asia centrale, voce immaginata da Leopardi in questa canzone del 1829-1830 nonostante il poeta non avesse mai lasciato l'Italia, a rivolgersi così alla luna nella notte, chiedendole il senso della fatica umana: uno dei testi più alti dei Canti, in cui il paesaggio arido e sconfinato diventa lo specchio di un'interrogazione sul dolore di esistere che non trova risposta.

Dove si trovaCanti, edizione Napoli 1835, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, incipit. Testo su Wikisource →

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La citazione in immagine

«Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?» — Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia (1829). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?» — Giacomo Leopardi, Canto notturno di un pastore errante dell'Asia (1829). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, incipit
Come si cita questa frase

Giacomo Leopardi, «Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, silenziosa luna?», Canto notturno di un pastore errante dell'Asia, Canti, edizione Napoli 1835, Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, incipit. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_(1835)/Canto_notturno_di_un_pastore_errante_dell%27Asia

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