«Non mi curavo di nulla, e d'altronde nulla si…»: l’incipit di «Confessioni di una maschera» di Yukio Mishima

Non mi curavo di nulla, e d'altronde nulla si curava di me.

— Yukio Mishima, Confessioni di una maschera · 1949
Copertina di "Confessioni di una maschera" di Yukio Mishima
Confessioni di una maschera · 1949

È il narratore Kochan a scriverlo, descrivendo il periodo degli studi universitari di legge, seguiti svogliatamente, e le giornate scandite meccanicamente dal tragitto fra casa e università, senza che nulla lo coinvolgesse davvero: un'indifferenza reciproca fra sé e il mondo che riflette l'isolamento emotivo del protagonista, in un romanzo fortemente autobiografico sulla difficoltà di Mishima stesso, dietro il velo della finzione, a riconoscere e accettare la propria identità.

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«Non mi curavo di nulla, e d'altronde nulla si curava di me.» — Yukio Mishima, Confessioni di una maschera (1949). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Non mi curavo di nulla, e d'altronde nulla si curava di me.» — Yukio Mishima, Confessioni di una maschera (1949). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Yukio Mishima, «Non mi curavo di nulla, e d'altronde nulla si curava di me.», Confessioni di una maschera, 1949, incipit.

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