«La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio…»: il verso di Giovanni Pascoli da «Canti di Castelvecchio»

La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle.

— Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio · 1903
Copertina di "Canti di Castelvecchio" di Giovanni Pascoli
Canti di Castelvecchio · 1903

Pascoli scrisse questi versi per la notte di nozze di un amico, Gabriele Briganti, immaginando da fuori — lui, che a quell'amore e a quella casa resta estraneo — l'intimità della coppia mentre il gelsomino profuma il buio e il cielo si popola di stelle: la natura intera sembra vegliare, complice e silenziosa, su un evento a cui il poeta stesso non prende parte.

Dove si trovaRizzoli BUR, 1983, Il gelsomino notturno. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle.» — Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio (1903). Grafica Sottolineature, versione chiara.«La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle.» — Giovanni Pascoli, Canti di Castelvecchio (1903). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Il gelsomino notturno
Come si cita questa frase

Giovanni Pascoli, «La Chioccetta per l'aia azzurra va col suo pigolio di stelle.», Canti di Castelvecchio, Rizzoli BUR, 1983, Il gelsomino notturno. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Giovanni_Pascoli

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