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Citazioni sulla solitudine
79 citazioni
Diciotto citazioni, la sezione più piccola del sito, e forse non poteva essere altrimenti: la solitudine, per definizione, non si presta a essere affollata. Gabriel García Márquez le dà il nome più diretto di tutta la raccolta, chiamando «cento anni di solitudine» la condanna che pesa su un'intera stirpe, i Buendía, incapaci di rompere il proprio isolamento nemmeno nell'amore. Jean-Paul Sartre la ribalta: non è l'assenza degli altri a far male, ma la loro presenza — «L'inferno sono gli altri», la battuta più nota di tutto il teatro esistenzialista.
Salvatore Quasimodo la fissa in un'immagine che l'Italia ha imparato a memoria a scuola: «Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole: ed è subito sera» — la solitudine come condizione, non come eccezione. Fernando Pessoa, nel Libro dell'inquietudine, la porta fino alla dissoluzione dell'io: «Sono niente. Non sarò mai niente». Sono toni molto diversi da quello, più domestico, di Elena Ferrante ne I giorni dell'abbandono, dove la solitudine arriva all'improvviso, un pomeriggio d'aprile, con l'annuncio di un marito che se ne va.
Anche quando sembra un tema esistenzialista per definizione, qui la solitudine attraversa generi lontanissimi — dal romanzo ottocentesco di Edgar Allan Poe, con il suo corvo che ripete «Mai più» a un uomo ormai solo con il proprio lutto, fino alla riflessione più recente di Kazuo Ishiguro su cosa resti indietro quando si lascia qualcosa alle spalle.
Hermann Hesse la porta sul piano dell'identità stessa — «Come corpo ognuno è singolo, come anima mai», scrive ne Il lupo della steppa, quasi a negare che la solitudine sia mai del tutto assoluta — mentre Vladimir Nabokov, in Fuoco pallido, la descrive come una minaccia attiva: «terreno di caccia di Satana». Carlo Levi la racconta infine come esclusione collettiva, quella di un intero paese dimenticato dalla storia: «Cristo si è fermato a Eboli».