«Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro…»: il verso di Eugenio Montale da «Ossi di seppia»

Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto, ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli, frusci di serpi.

— Eugenio Montale, Ossi di seppia · 1925
Copertina di "Ossi di seppia" di Eugenio Montale
Ossi di seppia · 1925

È la prima strofa della poesia che apre gli «Ossi brevi», la sezione che dà il titolo alla raccolta: un mezzogiorno ligure, immobile e riarso, osservato appoggiati a un muro d'orto fra sterpi e lucertole, diventa l'immagine con cui Montale introduce il tema dominante del libro, il «male di vivere» — un rapporto con la natura fatto di distanza, non di fusione panica.

Dove si trova1925, «Meriggiare pallido e assorto», vv. 1-4.

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La citazione in immagine

«Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto, ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli, frusci di serpi.» — Eugenio Montale, Ossi di seppia (1925). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto, ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli, frusci di serpi.» — Eugenio Montale, Ossi di seppia (1925). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · «Meriggiare pallido e assorto», vv. 1-4
Come si cita questa frase

Eugenio Montale, «Meriggiare pallido e assorto presso un rovente muro d'orto, ascoltare tra i pruni e gli sterpi schiocchi di merli, frusci di serpi.», Ossi di seppia, 1925, «Meriggiare pallido e assorto», vv. 1-4.

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