«Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che…»: l’incipit di «Circe» di Madeline Miller
Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine.

È Circe stessa, voce narrante dell'intero romanzo, ad aprirlo raccontando la propria nascita: figlia del titano Elios e di una ninfa naiade, viene chiamata «ninfa» perché ci si aspetta che sia come sua madre e le innumerevoli cugine — una parola che, fin dalla nascita, la relega a un rango minore tra gli dei, con poteri modesti e poca considerazione.
Dove si trovatrad. Marinella Magrì, Marsilio, 2019, incipit. Fonte su Wikiquote →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Madeline Miller, «Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine.», Circe, trad. Marinella Magrì, Marsilio, 2019, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Madeline_Miller

