«Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che…»: l’incipit di «Circe» di Madeline Miller

Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine.

— Madeline Miller, Circe · 2018
Copertina di "Circe" di Madeline Miller
Circe · 2018

È Circe stessa, voce narrante dell'intero romanzo, ad aprirlo raccontando la propria nascita: figlia del titano Elios e di una ninfa naiade, viene chiamata «ninfa» perché ci si aspetta che sia come sua madre e le innumerevoli cugine — una parola che, fin dalla nascita, la relega a un rango minore tra gli dei, con poteri modesti e poca considerazione.

Dove si trovatrad. Marinella Magrì, Marsilio, 2019, incipit. Fonte su Wikiquote →

Vedi sul sito

La citazione in immagine

«Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine.» — Madeline Miller, Circe (2018). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine.» — Madeline Miller, Circe (2018). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Madeline Miller, «Nacqui quando ancora non esisteva nome per ciò che ero. Mi chiamarono ninfa, presumendo che sarei stata come mia madre, le zie e le migliaia di cugine.», Circe, trad. Marinella Magrì, Marsilio, 2019, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Madeline_Miller

Segnala un errore in questa citazione