«Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio…»: il verso di Ugo Foscolo da «Sonetti»

Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque Venere.

— Ugo Foscolo, Sonetti · 1803

Sono i primi versi del sonetto che Foscolo dedica a Zacinto, l'isola greca dove è nato: dopo il trattato di Campoformio del 1797, che cedette le Isole Ionie all'Austria, il poeta sa di non poterci fare mai più ritorno. Qui piange l'impossibilità di rivedere quelle sponde; il sonetto si chiude con l'idea che all'isola natale potrà offrire soltanto il proprio canto, mai la propria presenza.

Dove si trovaA Zacinto, vv. 1-5. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque Venere.» — Ugo Foscolo, Sonetti (1803). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque Venere.» — Ugo Foscolo, Sonetti (1803). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · A Zacinto, vv. 1-5
Come si cita questa frase

Ugo Foscolo, «Né più mai toccherò le sacre sponde ove il mio corpo fanciulletto giacque, Zacinto mia, che te specchi nell'onde del greco mar da cui vergine nacque Venere.», Sonetti, 1803, A Zacinto, vv. 1-5. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Ugo_Foscolo

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