«E allora andiamo, tu e io, quando la sera è tesa…»: l’incipit di «Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock» di T.S. Eliot
E allora andiamo, tu e io, quando la sera è tesa contro il cielo come il paziente eterizzato sul tavolo, andiamo per certe semideserte strade borbottanti recessi di inquiete notti in alberghi da una…
E allora andiamo, tu e io, quando la sera è tesa contro il cielo come il paziente eterizzato sul tavolo, andiamo per certe semideserte strade borbottanti recessi di inquiete notti in alberghi da una notte.
Sono i primi versi della poesia che Eliot pubblicò nel 1915, quando aveva solo ventisei anni e viveva a Londra, e che è oggi considerata l'apertura della poesia modernista in lingua inglese: l'invito, rivolto a un interlocutore mai identificato, ad attraversare una città notturna e squallida introduce il monologo interiore di Prufrock, uomo paralizzato dall'incapacità di agire e di dichiararsi.
Dove si trovacitato in Fruttero & Lucentini, «Íncipit», Mondadori, 1993, incipit. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
T.S. Eliot, «E allora andiamo, tu e io, quando la sera è tesa contro il cielo come il paziente eterizzato sul tavolo, andiamo per certe semideserte strade borbottanti recessi di inquiete notti in alberghi da una notte.», Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock, citato in Fruttero & Lucentini, «Íncipit», Mondadori, 1993, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/T._S._Eliot

