«Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno…»: l’incipit di «Uomo invisibile» di Ralph Ellison
Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha…
Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne ed ossa, fibre e umori, e si può persino dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi.

È l'apertura del romanzo: il narratore senza nome si presenta al lettore chiarendo subito che la sua «invisibilità» non ha nulla di soprannaturale. È il rifiuto della società americana razzista di vederlo davvero, come persona reale, a renderlo invisibile. Il romanzo, unico pubblicato da Ralph Ellison in vita, gli valse il National Book Award nel 1953.
Dove si trovaEinaudi, 1956, incipit, trad. Carlo Fruttero e Luciano Gallino.
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Come si cita questa frase
Ralph Ellison, «Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne ed ossa, fibre e umori, e si può persino dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi.», Uomo invisibile, trad. di Carlo Fruttero e Luciano Gallino, Einaudi, 1956, incipit.

