«Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere.…»: l’incipit di «La noia» di Alberto Moravia
Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere. Una sera, dopo essere stato otto ore di seguito nel mio studio, quando dipingendo per cinque, dieci minuti e quando gettandomi sul divano e…
Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere. Una sera, dopo essere stato otto ore di seguito nel mio studio, quando dipingendo per cinque, dieci minuti e quando gettandomi sul divano e restandoci disteso.

È l'apertura del romanzo: il narratore, un pittore, ricorda con precisione il momento esatto in cui smise di dipingere — dopo otto ore chiuso nello studio, prende improvvisamente un coltello e squarcia la propria tela. Quel gesto distruttivo apre il racconto della sua crisi esistenziale, dominata da una noia non come semplice noia quotidiana ma come incapacità profonda di sentire la realtà come reale.
Dove si trovaBompiani, Milano, incipit. Fonte su Wikiquote →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Alberto Moravia, «Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere. Una sera, dopo essere stato otto ore di seguito nel mio studio, quando dipingendo per cinque, dieci minuti e quando gettandomi sul divano e restandoci disteso.», La noia, Bompiani, Milano, 1960, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Alberto_Moravia

