«Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al…»: la frase di Alessandro Manzoni in «I promessi sposi»
Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de'…
Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio!

Tutte le citazioni da «I promessi sposi»
Lucia lo pensa dal barcone che la sta portando via, insieme alla madre e a fra Cristoforo, dal paese natio sul lago di Como verso Monza, in fuga da don Rodrigo: è il celebre addio ai monti dell'infanzia, al paesaggio che ha sempre conosciuto e che ora si allontana da lei senza che sappia quando, o se, potrà tornare. È uno dei brani più noti dell'intero romanzo.
Dove si trovaedizione definitiva, 1840, capitolo VIII. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Alessandro Manzoni, «Addio, monti sorgenti dall'acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente, non meno che lo sia l'aspetto de' suoi più familiari; torrenti, de' quali distingue lo scroscio, come il suono delle voci domestiche; ville sparse e biancheggianti sul pendìo, come branchi di pecore pascenti; addio!», I promessi sposi, edizione definitiva, 1840, capitolo VIII. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_VIII

