«Quando parlo della lunga notte che precedette…»: la frase di John Ames in «Gilead» di Marilynne Robinson
Quando parlo della lunga notte che precedette questi miei giorni di felicità, più che la sofferenza e la solitudine ricordo la pace e il conforto: sofferenza, certo, ma mai senza conforto; e…
Quando parlo della lunga notte che precedette questi miei giorni di felicità, più che la sofferenza e la solitudine ricordo la pace e il conforto: sofferenza, certo, ma mai senza conforto; e solitudine, ma mai senza pace.

È il reverendo John Ames, settantasettenne pastore congregazionalista a Gilead, in Iowa, a scriverlo nella lunga lettera indirizzata al figlio di sette anni, sapendo di non avere molto tempo davanti a sé: un misto di autobiografia, confessione e testamento spirituale che ripercorre tre generazioni di pastori nella sua famiglia, fino all'incontro tardivo con la giovane moglie che gli ha dato quel bambino.
Dove si trovaincipit, lettera di John Ames al figlio.
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Marilynne Robinson, «Quando parlo della lunga notte che precedette questi miei giorni di felicità, più che la sofferenza e la solitudine ricordo la pace e il conforto: sofferenza, certo, ma mai senza conforto; e solitudine, ma mai senza pace.», Gilead, 2004, incipit, lettera di John Ames al figlio.

