«Il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride…»: il verso di Charles Baudelaire da «I fiori del male»

Il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.

— Charles Baudelaire, I fiori del male · 1857
Copertina di "I fiori del male" di Charles Baudelaire
I fiori del male · 1857

È l'ultima strofa della poesia «L'albatro», che apre la raccolta: i marinai catturano per gioco un albatro e lo deridono mentre, spaesato sul ponte, trascina le grandi ali bianche come remi. Nella chiusa Baudelaire scioglie la metafora: come l'uccello marino, maestoso in volo ma goffo quando è a terra, anche il poeta è grande nel proprio elemento e ridicolo quando è costretto a camminare fra gli altri uomini.

Dove si trovaGarzanti, 2006, dalla poesia «L'albatro», trad. Attilio Bertolucci. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.» — Charles Baudelaire, I fiori del male (1857). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.» — Charles Baudelaire, I fiori del male (1857). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · dalla poesia «L'albatro»
Come si cita questa frase

Charles Baudelaire, «Il Poeta, che è avvezzo alle tempeste e ride dell'arciere, assomiglia in tutto al principe delle nubi: esiliato in terra, fra gli scherni, non può per le sue ali di gigante avanzare di un passo.», I fiori del male, trad. di Attilio Bertolucci, Garzanti, 2006, dalla poesia «L'albatro». Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Charles_Baudelaire

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