«La nostra solitudine ha le stesse radici del…»: la frase di Octavio Paz in «Il labirinto della solitudine»
La nostra solitudine ha le stesse radici del sentimento religioso. È un essere orfani, un'oscura coscienza d'essere stati strappati dal Tutto e un'ardente ricerca: una fuga e un ritorno, tentativo di…
La nostra solitudine ha le stesse radici del sentimento religioso. È un essere orfani, un'oscura coscienza d'essere stati strappati dal Tutto e un'ardente ricerca: una fuga e un ritorno, tentativo di riannodare i legami che ci univano alla creazione.

È una riflessione di Octavio Paz nel primo capitolo di questo saggio del 1950 sull'identità messicana, che prende le mosse dalla figura del «pachuco» — il giovane messicano-americano in bilico fra due culture, né pienamente statunitense né pienamente messicano: la solitudine umana, scrive Paz, nasce dalla stessa ferita che genera il bisogno di religione, il sentirsi separati, come orfani, da qualcosa di più grande.
Dove si trovacapitolo I, «El pachuco y otros extremos». Approfondisci →
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Come si cita questa frase
Octavio Paz, «La nostra solitudine ha le stesse radici del sentimento religioso. È un essere orfani, un'oscura coscienza d'essere stati strappati dal Tutto e un'ardente ricerca: una fuga e un ritorno, tentativo di riannodare i legami che ci univano alla creazione.», Il labirinto della solitudine, 1950, capitolo I, «El pachuco y otros extremos». Testo: https://www.suneo.mx/literatura/subidas/Octavio%20Paz%20El%20Laberinto%20de%20la%20Soledad.pdf

