«Il sacrificio della patria nostra è consumato:…»: la frase di Ugo Foscolo in «Ultime lettere di Jacopo Ortis»
Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure e la nostra infamia.

È la prima lettera del romanzo epistolare, datata dai Colli Euganei l'11 ottobre 1797: Jacopo scrive all'amico Lorenzo subito dopo il trattato di Campoformio, con cui Napoleone ha ceduto Venezia all'Austria, tradendo le speranze di indipendenza che i giovani intellettuali veneti — lo stesso Foscolo compreso, arruolatosi poco prima nell'esercito della giovane Repubblica Cisalpina napoleonica — avevano riposto in lui.
Dove si trova1802, Parte prima, lettera dell'11 ottobre 1797. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Ugo Foscolo, «Il sacrificio della patria nostra è consumato: tutto è perduto; e la vita, seppure ne verrà concessa, non ci resterà che per piangere le nostre sciagure e la nostra infamia.», Ultime lettere di Jacopo Ortis, 1802, Parte prima, lettera dell'11 ottobre 1797. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Ultime_lettere_di_Jacopo_Ortis/Parte_prima

