«Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre…»: il verso di Salvatore Quasimodo da «Alle fronde dei salici»
Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.
I versi conclusivi della poesia, scritta nel 1946 e pubblicata poi nella raccolta «Giorno dopo giorno» (1947), fra le più note dell'intera opera di Quasimodo: riprendono l'immagine biblica del Salmo 137, le arpe degli ebrei in esilio appese ai salici di Babilonia, per esprimere il silenzio a cui il poeta stesso si sentiva costretto di fronte all'orrore della guerra appena vissuta e dell'occupazione nazista.
Dove si trovain «Giorno dopo giorno», Mondadori, Milano, 1947, versi finali della poesia eponima.
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Come si cita questa frase
Salvatore Quasimodo, «Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese, oscillavano lievi al triste vento.», Alle fronde dei salici, in «Giorno dopo giorno», Mondadori, Milano, 1947, versi finali della poesia eponima.

