Una raccolta
Incipit memorabili: le più belle prime frasi
65 citazioni scelte a mano
La prima frase di un romanzo lavora più di ogni altra riga: deve stabilire una voce, un ritmo, a volte un'intera visione del mondo, prima ancora che il lettore abbia deciso se fidarsi. Questa raccolta mette insieme alcuni degli incipit più noti della narrativa mondiale, dal più citato in assoluto — «Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione...» di Gabriel García Márquez — a quelli che hanno dato forma a un genere intero, come l'apertura di «Orgoglio e pregiudizio» di Jane Austen, ironica fin dalla prima parola.
Ci sono incipit che dichiarano subito il proprio patto con il lettore, come quello di Lev Tolstoj su famiglie felici e infelici, e incipit che lo rovesciano, come l'invocazione ossessiva con cui Vladimir Nabokov apre «Lolita». C'è chi comincia raccontando una fine, come Elsa Morante («Uno scandalo che dura da diecimila anni»), e chi comincia dichiarando di raccontare, come Antonio Tabucchi, che affida tutto il romanzo alla parola «sostiene».
Ci sono incipit che diventano proverbio prima ancora di finire la prima pagina, come «era il migliore dei tempi, era il peggiore dei tempi» con cui Charles Dickens apre «Racconto di due città», e incipit che ribaltano il mondo in una sola frase, come la trasformazione di Gregor Samsa in un «enorme insetto» che apre «La metamorfosi» di Franz Kafka. Giovanni Boccaccio apre il Decameron con una massima che vale da sola come dichiarazione di poetica: «umana cosa è l'aver compassione degli afflitti».
Sono le uniche pagine del sito in cui la prima riga di una citazione coincide, non per scelta ma per definizione, con la prima riga del libro.