«Era sera tardi quando K. arrivò. Il villaggio era…»: l’incipit di «Il Castello» di Franz Kafka
Era sera tardi quando K. arrivò. Il villaggio era immerso nella neve. Del colle del castello non si vedeva nulla, nebbia e tenebre lo avvolgevano, non il più debole chiarore rivelava il grande…
Era sera tardi quando K. arrivò. Il villaggio era immerso nella neve. Del colle del castello non si vedeva nulla, nebbia e tenebre lo avvolgevano, non il più debole chiarore rivelava il grande castello.

Sono le primissime righe del romanzo, rimasto incompiuto alla morte di Kafka nel 1924 e pubblicato l'anno dopo, contro la sua esplicita volontà, dall'amico ed esecutore testamentario Max Brod: K., un agrimensore convocato dalle autorità del castello per un incarico mai del tutto chiarito, arriva di sera in un villaggio sepolto dalla neve, senza che l'edificio che dovrebbe raggiungere sia neppure visibile.
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Come si cita questa frase
Franz Kafka, «Era sera tardi quando K. arrivò. Il villaggio era immerso nella neve. Del colle del castello non si vedeva nulla, nebbia e tenebre lo avvolgevano, non il più debole chiarore rivelava il grande castello.», Il Castello, 1926, incipit.

