«Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il…»: l’incipit di «Il tamburo di latta» di Günter Grass

Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso.

— Günter Grass, Il tamburo di latta · 1959
Copertina di "Il tamburo di latta" di Günter Grass
Il tamburo di latta · 1959

Sono le primissime righe del romanzo: Oskar Matzerath, il narratore, si presenta subito dichiarando di essere ricoverato in un manicomio, sorvegliato di continuo da un infermiere dagli occhi bruni — diversi dai suoi, celesti, dettaglio a cui tiene a far caso fin dall'inizio. Da questa posizione reclusa e già stranamente meticolosa comincia a raccontare la propria vita, con la voce inconfondibile e spiazzante che percorrerà tutto il libro.

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«Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso.» — Günter Grass, Il tamburo di latta (1959). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso.» — Günter Grass, Il tamburo di latta (1959). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Günter Grass, «Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso.», Il tamburo di latta, 1959, incipit.

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