«San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per…»: l’incipit di «X Agosto» di Giovanni Pascoli

San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla.

— Giovanni Pascoli, X Agosto · 1896
Copertina di "X Agosto" di Giovanni Pascoli
X Agosto · 1896

È la voce del poeta stesso, in una delle liriche più note di Myricae, la raccolta pubblicata fra il 1891 e il 1897 e più volte ampliata: le stelle cadenti della notte di San Lorenzo, che la tradizione popolare associa ai desideri, gli ricordano invece l'assassinio del padre Ruggero, ucciso nel 1867 da mano rimasta per sempre sconosciuta mentre tornava a casa in calesse.

Dove si trovaMyricae, sez. Elegie, incipit. Testo su Wikisource →

Vedi sul sito

La citazione in immagine

«San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla.» — Giovanni Pascoli, X Agosto (1896). Grafica Sottolineature, versione chiara.«San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla.» — Giovanni Pascoli, X Agosto (1896). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Giovanni Pascoli, «San Lorenzo, io lo so perché tanto di stelle per l'aria tranquilla arde e cade, perché sì gran pianto nel concavo cielo sfavilla.», X Agosto, Myricae, sez. Elegie, 1896, incipit. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Myricae/Elegie/X_Agosto

Segnala un errore in questa citazione