«Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche…»: l’incipit di «I delitti della Rue Morgue» di Edgar Allan Poe
Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche sono, di per sé, poco suscettibili di analisi; le valutiamo esattamente solo nei loro risultati; tra l'altro, sappiamo che per coloro che le possiedono…
Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche sono, di per sé, poco suscettibili di analisi; le valutiamo esattamente solo nei loro risultati; tra l'altro, sappiamo che per coloro che le possiedono sono una fonte di vivissima gioia.

È l'apertura del racconto che nel 1841 inventa il poliziesco moderno: prima di presentare il cavaliere C. Auguste Dupin e il duplice omicidio che dovrà risolvere, il narratore anonimo apre con un trattatello sull'intelligenza analitica — passa in rassegna scacchi, dama e whist per sostenere che il vero acume si misura nei giochi più semplici, non nei più complessi — che il seguito del racconto metterà alla prova nei fatti.
Dove si trovatrad. Carla Apollonio, in Racconti. Il resoconto di Arturo Gordon Pym. I racconti del grottesco e dell'arabesco, Orsa Maggiore, 1990, incipit. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Edgar Allan Poe, «Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche sono, di per sé, poco suscettibili di analisi; le valutiamo esattamente solo nei loro risultati; tra l'altro, sappiamo che per coloro che le possiedono sono una fonte di vivissima gioia.», I delitti della Rue Morgue, trad. Carla Apollonio, in Racconti. Il resoconto di Arturo Gordon Pym. I racconti del grottesco e dell'arabesco, Orsa Maggiore, 1990, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Edgar_Allan_Poe

