«L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si…»: l’incipit di «Finzioni» di Jorge Luis Borges
L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere.

Tutte le citazioni da «Finzioni»
È un bibliotecario, vissuto per tutta la vita dentro la Biblioteca infinita che descrive, a narrare il racconto fin dalle sue prime righe: l'universo stesso, dice, coincide con questa struttura fatta di innumerevoli gallerie esagonali. Nelle pagine successive si scoprirà che quasi tutti i libri conservati sono combinazioni casuali di lettere prive di senso, e che solo pochissimi contengono davvero un significato — l'immagine borgesiana di un ordine cercato dentro un caos apparente.
Dove si trovadal racconto «La biblioteca di Babele», incipit, trad. Franco Lucentini.
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Come si cita questa frase
Jorge Luis Borges, «L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere.», Finzioni, trad. di Franco Lucentini, 1944, dal racconto «La biblioteca di Babele», incipit.

