«L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San…»: l’incipit di «Il piacere» di Gabriele D'Annunzio

L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma.

— Gabriele D'Annunzio, Il piacere · 1889
Copertina di "Il piacere" di Gabriele D'Annunzio
Il piacere · 1889

Sono le primissime righe del romanzo: siamo nell'ultimo giorno dell'anno a Roma, e il narratore descrive la luce dolce e quasi primaverile del sole di San Silvestro mentre il protagonista, il giovane esteta Andrea Sperelli, attende in casa propria l'arrivo della donna che ha amato e che sta per tornare da lui. Questa apertura, tutta concentrata sui sensi e sull'atmosfera, anticipa il culto della bellezza e del piacere raffinato che percorrerà l'intero romanzo.

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La citazione in immagine

«L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma.» — Gabriele D'Annunzio, Il piacere (1889). Grafica Sottolineature, versione chiara.«L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma.» — Gabriele D'Annunzio, Il piacere (1889). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Gabriele D'Annunzio, «L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma.», Il piacere, 1889, incipit.

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