«La malattia è il lato notturno della vita, una…»: l’incipit di «Malattia come metafora» di Susan Sontag
La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo…
La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci solo del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell'altro paese.

È l'apertura del saggio che Sontag scrisse nel 1978, mentre lei stessa affrontava un cancro al seno diagnosticato l'anno prima: prima di analizzare come tubercolosi e cancro siano state trasformate nell'immaginario collettivo in metafore morali — colpa, debolezza di carattere, punizione — pone questa immagine iniziale della malattia come una cittadinanza che tutti, prima o poi, siamo costretti ad accettare.
Dove si trovatrad. Ettore Capriolo, Einaudi, 1979, incipit, primo paragrafo del saggio. Approfondisci →
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Come si cita questa frase
Susan Sontag, «La malattia è il lato notturno della vita, una cittadinanza più onerosa. Tutti quelli che nascono hanno una doppia cittadinanza, nel regno dello star bene e in quello dello star male. Preferiremmo tutti servirci solo del passaporto buono, ma prima o poi ognuno viene costretto, almeno per un certo periodo, a riconoscersi cittadino di quell'altro paese.», Malattia come metafora, trad. Ettore Capriolo, Einaudi, 1979, incipit, primo paragrafo del saggio. Testo: https://claudiogiunta.it/2020/04/malattia-come-metafora-2-0/

