«Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile…»: l’incipit di «Il pendolo di Foucault» di Umberto Eco

Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.

— Umberto Eco, Il pendolo di Foucault · 1988
Copertina di "Il pendolo di Foucault" di Umberto Eco
Il pendolo di Foucault · 1988

Sono le prime righe del romanzo, pubblicato nel 1988 e ambientato in gran parte a Milano e Parigi: il narratore Casaubon si trova nascosto di notte nel museo parigino dei mestieri, davanti al pendolo di Foucault che oscilla lentamente sotto la volta, in attesa di assistere a un rito misterioso legato al complotto esoterico che lui stesso e due colleghi editor hanno contribuito a inventare per gioco.

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La citazione in immagine

«Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.» — Umberto Eco, Il pendolo di Foucault (1988). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.» — Umberto Eco, Il pendolo di Foucault (1988). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Umberto Eco, «Fu allora che vidi il Pendolo. La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.», Il pendolo di Foucault, 1988, incipit.

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