«A chi guarda Fontamara da lontano, dal Feudo del…»: l’incipit di «Fontamara» di Ignazio Silone

A chi guarda Fontamara da lontano, dal Feudo del Fucino, l'abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore.

— Ignazio Silone, Fontamara · 1933
Copertina di "Fontamara" di Ignazio Silone
Fontamara · 1933

Sono le primissime righe del romanzo: il narratore descrive come appare da lontano, guardato dal Feudo del Fucino, il piccolo paese abruzzese di Fontamara — un gregge di pecore scure raccolto su un pendio, con il campanile a fare da pastore. Subito dopo, però, il narratore precisa che per chi ci è nato Fontamara non è affatto un luogo periferico e minuscolo, ma il centro del proprio universo, dove si svolge tutta la storia che conta.

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«A chi guarda Fontamara da lontano, dal Feudo del Fucino, l'abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore.» — Ignazio Silone, Fontamara (1933). Grafica Sottolineature, versione chiara.«A chi guarda Fontamara da lontano, dal Feudo del Fucino, l'abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore.» — Ignazio Silone, Fontamara (1933). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Ignazio Silone, «A chi guarda Fontamara da lontano, dal Feudo del Fucino, l'abitato sembra un gregge di pecore scure e il campanile un pastore.», Fontamara, 1933, incipit.

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