«Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini…»: l’incipit di «Accabadora» di Michela Murgia
Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo…
Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.

Le due donne del titolo sono Bonaria Urrai, la sarta del paese che desidera un figlio senza poterne avere, e la madre biologica di Maria, troppo povera per crescerla: a sei anni la bambina è già «l'errore dopo tre cose giuste», l'ultima di una famiglia dove le sorelle maggiori sono già grandi, e passa le giornate a giocare da sola, modellando focacce di fango decorate con formiche vive e fiori di campo nella calura di luglio.
Dove si trovaEinaudi, 2009, incipit. Fonte su Wikiquote →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Michela Murgia, «Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.», Accabadora, Einaudi, 2009, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Michela_Murgia

