«Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini…»: l’incipit di «Accabadora» di Michela Murgia

Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo…

Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.

— Michela Murgia, Accabadora · 2009
Copertina di "Accabadora" di Michela Murgia
Accabadora · 2009

Le due donne del titolo sono Bonaria Urrai, la sarta del paese che desidera un figlio senza poterne avere, e la madre biologica di Maria, troppo povera per crescerla: a sei anni la bambina è già «l'errore dopo tre cose giuste», l'ultima di una famiglia dove le sorelle maggiori sono già grandi, e passa le giornate a giocare da sola, modellando focacce di fango decorate con formiche vive e fiori di campo nella calura di luglio.

Dove si trovaEinaudi, 2009, incipit. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.» — Michela Murgia, Accabadora (2009). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.» — Michela Murgia, Accabadora (2009). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · incipit
Come si cita questa frase

Michela Murgia, «Fillus de anima. È così che li chiamano i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità di un'altra. Di quel secondo parto era figlia Maria Listru, frutto tardivo dell'anima di Bonaria Urrai.», Accabadora, Einaudi, 2009, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Michela_Murgia

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