«Quel ramo del lago di Como, che volge a…»: l’incipit di «I promessi sposi» di Alessandro Manzoni
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a…
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte.

Tutte le citazioni da «I promessi sposi»
È la primissima frase del romanzo, il celebre avvio geografico sul ramo del lago di Como: la lunga descrizione del paesaggio lombardo prepara l'ingresso di don Abbondio, che la sera del 7 novembre 1628 incontrerà sulla propria strada i due bravi mandati da don Rodrigo — l'incontro che mette in moto tutta la vicenda di Renzo e Lucia. È anche la prima riga della finzione su cui Manzoni costruisce il libro: fingere di trascrivere un manoscritto anonimo del Seicento, non di esserne l'autore.
Dove si trovaedizione definitiva, 1840, capitolo I, incipit. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Alessandro Manzoni, «Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte.», I promessi sposi, edizione definitiva, 1840, capitolo I, incipit. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/I_promessi_sposi_(1840)/Capitolo_I

