“Io imparo a vedere. Non so perché tutto penetra in me più profondo e non rimane là dove, prima, sempre aveva fine e svaniva. Ho un luogo interno che non conoscevo.Rainer Maria Rilke — I quaderni di Malte Laurids Brigge
“Il benedettino passò un mazzetto di penne variopinte sul taglio del libro, dal faccione tondo soffiò come il dio dei venti delle carte nautiche a disperdere la nera polvere, lo aprì con un ribrezzo che nella circostanza apparve delicatezza, trepidazione.Leonardo Sciascia — Il Consiglio d'Egitto
“La telefonata arrivò alle 9 e 37 della sera del 18 marzo, sabato, vigilia della rutilante e rombante festa che la città dedicava a san Giuseppe falegname: e al falegname appunto erano offerti i roghi di mobili vecchi.Leonardo Sciascia — Una storia semplice
“Saltato su un treno merci che partiva da Los Angeles in pieno mezzogiorno d'una giornata di fine settembre del 1955 presi posto su un carro aperto e mi sdraiai col mio sacco a spalla sotto la testa a gambe accavallate.Jack Kerouac — I vagabondi del Dharma
“Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora.Jack Kerouac — I sotterranei
“Quei pomeriggi, quei pigri pomeriggi, in cui ero solito starmene seduto, o disteso, sul Picco della Desolazione, a volte sull'erba alpestre, con centinaia di miglia di rocce innevate tutt'intorno.Jack Kerouac — Angeli di desolazione
“Il numero di Realtà è infinito. Il numero di ogni sottoclasse di Realtà è infinito. Ad esempio, il numero di Realtà che contengono l'Eternità è infinito, il numero di Realtà che non la contengono è infinito.Isaac Asimov — La fine dell'Eternità
“La vita è piacevole. La morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.Isaac Asimov — Destinazione Cervello
“Mia madre era andalusa. Per caso, i suoi genitori portavano, di nascita, l'uno e l'altra, il medesimo cognome MUÑOZ: così che lei, secondo l'uso spagnolo, portava il doppio cognome Muñoz Muñoz. Di suo nome di battesimo, si chiamava Aracoeli.Elsa Morante — Aracoeli
“Sono già due mesi che la mia madre adottiva, la mia sola amica e protettrice, è morta. Quando, rimasta orfana dei miei genitori, fui da lei raccolta e adottata, entravo appena nella fanciullezza.Elsa Morante — Menzogna e sortilegio
“Tutti siamo impastati di bene e di male, ma quest'ultimo bisogna vincerlo, Antonio. L'acciaio che è l'acciaio viene temprato e ridotto a spada, da chi vuol vincere il nemico.Grazia Deledda — La chiesa della solitudine
“Siamo in Sardegna, nella parte montuosa della Sardegna, in una piccola città che ci contenteremo di chiamare solo X***, benché nella carta sia segnata con un nome assai sonoro e lungo.Grazia Deledda — Fior di Sardegna
“Cosa diavolo ci fa lei su un autobus, con tutta la grana che ha? A volerlo sapere era un giovanotto piccolo e robusto con i capelli a spazzola e un completo nuovo.Philip Roth — Zuckerman scatenato
“La prima volta che la vidi, Brenda mi pregò di tenerle gli occhiali. Poi avanzò fino all'orlo del trampolino e scrutò la piscina, strizzando gli occhi; ma fosse pur stata asciutta, ella non se ne sarebbe accorta, tanto era miope.Philip Roth — Addio, Columbus
“La signora avrà avuto sessanta, sessantacinque anni. La guardavo, steso su una sdraio di fronte alla piscina di un circolo sportivo all'ultimo piano di un moderno edificio da dove, attraverso grandi finestre, si vede tutta Parigi.Milan Kundera — L'immortalità
“Ci è venuta voglia di passare la serata e la notte in un castello. In Francia molti sono stati trasformati in alberghi: un fazzoletto di verde sperduto in una distesa di squallore senza verde.Milan Kundera — La lentezza
“Nel tempo della sua fanciullezza, Marcello era affascinato dagli oggetti come una gazza. Forse perché, a casa, più per indifferenza che per austerità, i genitori non avevano mai pensato a soddisfare il suo istinto di proprietà.Alberto Moravia — Il conformista
“Ricordo benissimo come fu che cessai di dipingere. Una sera, dopo essere stato otto ore di seguito nel mio studio, quando dipingendo per cinque, dieci minuti e quando gettandomi sul divano e restandoci disteso.Alberto Moravia — La noia
“La commedia della vita è questa, che i ritorni non coincidono quasi mai con l'attesa.Sibilla Aleramo — Amo dunque sono
“Quali prati ci aspettano, verdi, folti, iridati di genziane, per affondarvi insieme i nostri volti?Sibilla Aleramo — Amo dunque sono
“Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti. Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco tale e quale senza ombra di amore o disgusto. Io non sono crudele, ma soltanto veritiero quadrangolare occhio di un piccolo iddio.Sylvia Plath — Attraversando l'acqua
“Non si fa carriera a avventurarsi lancia in resta contro il drago, lui stesso rinsecchito in questi ultimi tempi per mancanza d'azione a uno spessore di foglia: la storia ha battuto l'azzardo.Sylvia Plath — Il colosso
“Circa duemilacinquecento anni fa in Grecia si scrivevano bellissimi poemi. Ormai sono letti soltanto dalle persone che si specializzano in questo studio, ed è proprio un peccato.Simone Weil — La rivelazione greca
“Le classi medie sono sedotte dalla rivoluzione unicamente quando essa è evocata, a fini demagogici, da apprendisti dittatori.Simone Weil — Riflessioni sulle cause della libertà e dell'oppressione sociale
“Il mestiere del medico è valido solo se è affiancato da un'azione politica che ha il fine di dare a tutti case salubri, vivibili, ospedali veramente efficienti.Goliarda Sapienza — L'arte della gioia
“Non c'è niente da fare, come diceva mia madre, ogni dieci anni bisogna rileggere i libri che ci hanno formato se si vuol venire a capo di qualcosa.Goliarda Sapienza — L'arte della gioia
“La cipolla, d'accordo: il più bel ventre del mondo. A propria lode di aureole da sé si avvolge in tondo. In noi grasso, nervi, vene, muchi e secrezione. E a noi resta negata l'idiozia della perfezione.Wisława Szymborska — Grande numero
“Ho dei nomi da darvi: acero, bardana, epatica erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé, ma voi per me non ne avete nessuno.Wisława Szymborska — Attimo
“Manolo il Gitano aprì gli occhi, guardò la debole luce che filtrava dalle fessure della baracca e si alzò cercando di non fare rumore. Non aveva bisogno di vestirsi perché dormiva vestito.Antonio Tabucchi — La testa perduta di Damasceno Monteiro
“Rosamunda Rosamunda che magnifica serata sembra proprio preparata da una fata delicata mille luci mille voci mille cuori strafelici sono tutti in allegria oh ma che felicità Rosamunda se mi guardi tu Rosamunda non resisto più.Antonio Tabucchi — Tristano muore. Una vita