«Rosamunda Rosamunda che magnifica serata sembra…»: l’incipit di «Tristano muore. Una vita» di Antonio Tabucchi
Rosamunda Rosamunda che magnifica serata sembra proprio preparata da una fata delicata mille luci mille voci mille cuori strafelici sono tutti in allegria oh ma che felicità Rosamunda se mi guardi tu…
Rosamunda Rosamunda che magnifica serata sembra proprio preparata da una fata delicata mille luci mille voci mille cuori strafelici sono tutti in allegria oh ma che felicità Rosamunda se mi guardi tu Rosamunda non resisto più.

Sono le parole di una vecchia canzone italiana, «Rosamunda», che aprono il romanzo: Tristano, l'uomo morente il cui monologo occupa tutto il libro, la ricorda dal tempo in cui era ancora innamorato, prima della guerra e prima di tutto quello che gli è successo — la colonna sonora di un amore giovanile che tornerà, come un ritornello, a intervalli in tutto il racconto della sua vita.
Dove si trovaFeltrinelli, Milano, 2004, incipit. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Antonio Tabucchi, «Rosamunda Rosamunda che magnifica serata sembra proprio preparata da una fata delicata mille luci mille voci mille cuori strafelici sono tutti in allegria oh ma che felicità Rosamunda se mi guardi tu Rosamunda non resisto più.», Tristano muore. Una vita, Feltrinelli, Milano, 2004, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Antonio_Tabucchi

