«Manolo il Gitano aprì gli occhi, guardò la debole…»: l’incipit di «La testa perduta di Damasceno Monteiro» di Antonio Tabucchi
Manolo il Gitano aprì gli occhi, guardò la debole luce che filtrava dalle fessure della baracca e si alzò cercando di non fare rumore. Non aveva bisogno di vestirsi perché dormiva vestito.

È l'apertura del romanzo: Manolo il Gitano si sveglia all'alba nella sua baracca, muovendosi a memoria nella luce debole che filtra dalle fessure, senza fare rumore per non svegliare nessuno. Da questo risveglio povero e anonimo prende avvio un'inchiesta giornalistica sulla testa mozzata di Damasceno Monteiro, che porterà il giornalista Firmino a scoprire corruzione e violenza istituzionale nella Porto degli anni Novanta.
Dove si trovaFeltrinelli, Milano, 1997, incipit. Fonte su Wikiquote →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Antonio Tabucchi, «Manolo il Gitano aprì gli occhi, guardò la debole luce che filtrava dalle fessure della baracca e si alzò cercando di non fare rumore. Non aveva bisogno di vestirsi perché dormiva vestito.», La testa perduta di Damasceno Monteiro, Feltrinelli, Milano, 1997, incipit. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Antonio_Tabucchi

