«Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti.…»: il verso di Sylvia Plath da «Attraversando l'acqua»
Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti. Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco tale e quale senza ombra di amore o disgusto. Io non sono crudele, ma soltanto veritiero quadrangolare…
Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti. Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco tale e quale senza ombra di amore o disgusto. Io non sono crudele, ma soltanto veritiero quadrangolare occhio di un piccolo iddio.

Sono i primi versi della poesia «Specchio», che dà voce a uno specchio parlante in prima persona, nella raccolta pubblicata postuma nel 1971: si presenta come uno strumento privo di illusioni o crudeltà, capace solo di restituire con esattezza ciò che gli sta davanti — un io non umano il cui sguardo impassibile anticipa, nei versi successivi, il tema della vecchiaia e del tempo che consuma il volto di chi vi si specchia ogni giorno.
Dove si trovain Opere, trad. Giovanni Giudici e Anna Ravano, RCS Quotidiani, 2004, Specchio, p. 209. Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Sylvia Plath, «Sono esatto e d'argento, privo di preconcetti. Qualunque cosa io veda subito l'inghiottisco tale e quale senza ombra di amore o disgusto. Io non sono crudele, ma soltanto veritiero quadrangolare occhio di un piccolo iddio.», Attraversando l'acqua, in Opere, trad. Giovanni Giudici e Anna Ravano, RCS Quotidiani, 2004, Specchio, p. 209. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Sylvia_Plath

