«Tutti siamo impastati di bene e di male, ma…»: la frase di Grazia Deledda in «La chiesa della solitudine»
Tutti siamo impastati di bene e di male, ma quest'ultimo bisogna vincerlo, Antonio. L'acciaio che è l'acciaio viene temprato e ridotto a spada, da chi vuol vincere il nemico.

Il romanzo, l'ultimo pubblicato in vita da Deledda, uscito nel 1936, l'anno della sua morte, ha per protagonista Maria Concezione, ventottenne che rifiuta il matrimonio nonostante le pressioni di famiglia e paese: dietro il rifiuto, tenuto segreto a tutti, c'è una mastectomia per un cancro che la vergogna dell'epoca le impone di nascondere come un'onta. È considerato il testamento spirituale della scrittrice, scritto mentre lei stessa affrontava la malattia che l'avrebbe uccisa.
Dove si trovain Dieci romanzi, a cura di Anna Dolfi, Newton Compton, 1994, La chiesa della solitudine. Fonte su Wikiquote →
Resta su questo dispositivo. La ritrovi in Le mie sottolineature.
Come si cita questa frase
Grazia Deledda, «Tutti siamo impastati di bene e di male, ma quest'ultimo bisogna vincerlo, Antonio. L'acciaio che è l'acciaio viene temprato e ridotto a spada, da chi vuol vincere il nemico.», La chiesa della solitudine, in Dieci romanzi, a cura di Anna Dolfi, Newton Compton, 1994, La chiesa della solitudine. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Grazia_Deledda

