Una raccolta
Frasi e citazioni sugli occhi e sullo sguardo
27 citazioni scelte a mano
Gli occhi, in letteratura, sono raramente solo organi della vista: sono la soglia da cui passa tutto quello che non si dice a parole. Antoine de Saint-Exupéry lo affida a una volpe, nel «Piccolo principe», proprio nel momento di lasciare per sempre il suo nuovo amico: «Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi». Sylvia Plath rovescia la prospettiva e presta la voce a uno specchio, in una delle sue poesie più note: «esatto e d'argento», inghiotte tutto ciò che vede «senza ombra di amore o disgusto» — un occhio quadrangolare senza pietà né crudeltà, solo verità.
Cesare Pavese immagina la morte con gli occhi della donna amata, nel verso che dà il titolo alla sua ultima raccolta di poesie, scritta poco prima di togliersi la vita; l'imperatore Adriano di Marguerite Yourcenar, morente, scrive di voler entrare nella morte «ad occhi aperti», senza illudersi. Giacomo Leopardi ricorda Silvia, morta giovanissima, per la bellezza che un tempo «splendea» nei suoi occhi «ridenti e fuggitivi» — uno sguardo che il tempo non ha fatto in tempo a spegnere da solo.
E c'è lo sguardo come primo contatto tra due persone, o tra un lettore e un personaggio: Philip Roth apre «Addio, Columbus» con Brenda che gli chiede di tenerle gli occhiali prima di tuffarsi, strizzando gli occhi da miope; Knut Hamsun, nel suo narratore affamato che vaga per le strade di Christiania, invidia amaramente chi cammina senza «un occhio affamato»; la capinera in gabbia di Giovanni Verga guarda il mondo con «occhio spaventato»; e Alessandro Baricco fa scorrere l'intera vita di Hervé Joncour, il protagonista di «Seta», come una pioggia leggera «davanti ai suoi occhi».