«Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la…»: la frase di Luigi Pirandello in «Uno, nessuno e centomila»

Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la scoperta dei centomila Moscarda ch'io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Moscarda, brutto fino alla crudeltà,…

Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la scoperta dei centomila Moscarda ch'io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Moscarda, brutto fino alla crudeltà, tutti dentro questo mio povero corpo ch'era uno anch'esso, uno e nessuno ahimè, se me lo mettevo davanti allo specchio e me lo guardavo fisso e immobile negli occhi, abolendo in esso ogni sentimento e ogni volontà.

— Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila · 1926
Copertina di "Uno, nessuno e centomila" di Luigi Pirandello
Uno, nessuno e centomila · 1926

Moscarda, ossessionato dall'idea di sorprendere «l'estraneo» che gli altri vedono in lui, si accorge che quell'estraneo non è uno solo: sono centomila immagini diverse, una per ciascuno che lo guarda, tutte convissute sotto lo stesso nome e nello stesso corpo. È il momento in cui il romanzo mette a fuoco, per la prima volta in modo esplicito, il concetto racchiuso nel titolo del libro.

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La citazione in immagine

«Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la scoperta dei centomila Moscarda ch'io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Moscarda, brutto fino alla crudeltà, tutti dentro questo mio povero corpo ch'era uno anch'esso, uno e nessuno ahimè, se me lo mettevo davanti allo specchio e me lo guardavo fisso e immobile negli occhi, abolendo in esso ogni sentimento e ogni volontà.» — Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (1926). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la scoperta dei centomila Moscarda ch'io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Moscarda, brutto fino alla crudeltà, tutti dentro questo mio povero corpo ch'era uno anch'esso, uno e nessuno ahimè, se me lo mettevo davanti allo specchio e me lo guardavo fisso e immobile negli occhi, abolendo in esso ogni sentimento e ogni volontà.» — Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila (1926). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · Libro primo, § 4 «Com'io volevo esser solo»
Come si cita questa frase

Luigi Pirandello, «Ma presto l'atroce mio dramma si complicò: con la scoperta dei centomila Moscarda ch'io ero non solo per gli altri ma anche per me, tutti con questo solo nome di Moscarda, brutto fino alla crudeltà, tutti dentro questo mio povero corpo ch'era uno anch'esso, uno e nessuno ahimè, se me lo mettevo davanti allo specchio e me lo guardavo fisso e immobile negli occhi, abolendo in esso ogni sentimento e ogni volontà.», Uno, nessuno e centomila, 1926, Libro primo, § 4 «Com'io volevo esser solo». Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Uno,_nessuno_e_centomila/Libro_primo

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