Una raccolta
Frasi e citazioni sul mare
32 citazioni scelte a mano
Il mare compare in letteratura da prima che esistesse la parola "romanzo", ed è raro trovare un tema capace di attraversare tanti secoli e lingue diverse restando sempre lo stesso: una superficie che promette libertà e nasconde un pericolo, un confine che si può attraversare ma mai davvero possedere.
Giacomo Leopardi non l'aveva nemmeno visto, il mare, quando scrisse «L'infinito» affacciato sulla sua siepe di Recanati — eppure gli bastò immaginarlo per scrivere uno dei versi più noti della lingua italiana, quel «naufragar» che è dolce proprio perché resta immaginazione. Ernest Hemingway lo conosceva invece fin troppo bene, il Golfo del Messico dove il vecchio Santiago combatte il suo marlin pagina dopo pagina. Jules Verne lo trasforma in un mondo sommerso e utopico, sette decimi del pianeta ancora da esplorare; Dante Alighieri lo attraversa in senso opposto, lasciandosi alle spalle il «mar sì crudele» dell'Inferno per «correr miglior acque» nel Purgatorio.
Ci sono i naufragi veri e quelli metaforici: Robert Louis Stevenson lo usa per descrivere la scoperta della propria doppia natura, Hannah Arendt per dire che i diritti umani sono «naufragati» nel momento in cui qualcuno ha smesso di averne. Louisa May Alcott insegna invece a governare la propria nave dentro la tempesta, e Zora Neale Hurston paragona l'amore stesso al mare — «mobile, ma al tempo stesso immutabile». Hans Christian Andersen ne fa l'elemento che nega un'anima immortale alla sua sirenetta, William Golding lo sfondo su cui naufraga l'infanzia di un gruppo di ragazzi ne «Il signore delle mosche».
Ci sono anche il mare mancato di Anna Maria Ortese — una Napoli che il mare, in realtà, non lo vede quasi mai —, quello siciliano e proverbiale di Andrea Camilleri («sempre mari è»), e quello che porta in salvo, letteralmente «per via mare», la piccola Clara di Isabel Allende. José Saramago lo affida a un uomo che bussa alla porta del re chiedendo semplicemente una barca. Ventinove scrittori, trentuno citazioni, la stessa parola per mari sempre diversi. In fondo a «I Malavoglia» di Giovanni Verga, di notte, il mare è l'unica compagnia rimasta a 'Ntoni: una voce che, dice il narratore, «non ha paese nemmen lui» ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare.