«Dove sull'acque viola era Messina, tra fili…»: l’incipit di «Al padre» di Salvatore Quasimodo
Dove sull'acque viola era Messina, tra fili spezzati e macerie tu vai lungo binari e scambi col tuo berretto di gallo isolano. Il terremoto ribolle da due giorni, è dicembre d'uragani e mare…
Dove sull'acque viola era Messina, tra fili spezzati e macerie tu vai lungo binari e scambi col tuo berretto di gallo isolano. Il terremoto ribolle da due giorni, è dicembre d'uragani e mare avvelenato.
I versi d'apertura della poesia che Quasimodo dedicò al padre Gaetano, ferroviere siciliano, nella raccolta «La terra impareggiabile» del 1958: intrecciano il ricordo personale con la memoria del terremoto di Messina del 1908, di cui il padre fu testimone diretto durante i lavori di soccorso lungo la ferrovia, negli stessi luoghi dove Quasimodo trascorse l'infanzia prima di trasferirsi al nord.
Dove si trovain «La terra impareggiabile», Mondadori, 1958, versi d'apertura, sezione «Visibile, invisibile». Fonte su Wikiquote →
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Come si cita questa frase
Salvatore Quasimodo, «Dove sull'acque viola era Messina, tra fili spezzati e macerie tu vai lungo binari e scambi col tuo berretto di gallo isolano. Il terremoto ribolle da due giorni, è dicembre d'uragani e mare avvelenato.», Al padre, in «La terra impareggiabile», Mondadori, 1958, versi d'apertura, sezione «Visibile, invisibile». Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Salvatore_Quasimodo

