«Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla…»: il verso di Umberto Saba da «Città vecchia»

Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla casa o al lupanare, dove son merci ed uomini il detrito di un gran porto di mare, io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà.

— Umberto Saba, Città vecchia · 1910
Copertina di "Città vecchia" di Umberto Saba
Città vecchia · 1910

È la parte più celebre della sezione «Trieste e una donna», scritta fra il 1910 e il 1912 e poi confluita nel Canzoniere: Saba passeggia fra i vicoli del centro storico triestino, fra osterie e case di piacere, ritraendo con pietà e senza giudizio gli ultimi della città — un testo che avrebbe ispirato decenni dopo l'omonima canzone di Fabrizio De André.

Dove si trovavv. 5-10, da «Trieste e una donna», 1910-1912. Fonte su Wikiquote →

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La citazione in immagine

«Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla casa o al lupanare, dove son merci ed uomini il detrito di un gran porto di mare, io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà.» — Umberto Saba, Città vecchia (1910). Grafica Sottolineature, versione chiara.«Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla casa o al lupanare, dove son merci ed uomini il detrito di un gran porto di mare, io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà.» — Umberto Saba, Città vecchia (1910). Grafica Sottolineature, versione scura.
Grafica Sottolineature · vv. 5-10, da «Trieste e una donna», 1910-1912
Come si cita questa frase

Umberto Saba, «Qui tra la gente che viene che va dall'osteria alla casa o al lupanare, dove son merci ed uomini il detrito di un gran porto di mare, io ritrovo, passando, l'infinito nell'umiltà.», Città vecchia, 1910, vv. 5-10, da «Trieste e una donna», 1910-1912. Testo: https://it.wikiquote.org/wiki/Umberto_Saba

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