«Vezzosi augelli infra le verdi fronde temprano a…»: il verso di Torquato Tasso da «Gerusalemme liberata»
Vezzosi augelli infra le verdi fronde temprano a prova lascivette note; mormora l'aura, e fa le foglie e l'onde garrir, che variamente ella percote. Quando taccion gli augelli alto risponde; quando…
Vezzosi augelli infra le verdi fronde temprano a prova lascivette note; mormora l'aura, e fa le foglie e l'onde garrir, che variamente ella percote. Quando taccion gli augelli alto risponde; quando cantan gli augei, più lieve scote; sia caso od arte, or accompagna, ed ora alterna i versi lor la music'òra.

Tutte le citazioni da «Gerusalemme liberata»
Rinaldo, il più forte dei paladini cristiani, è da tempo prigioniero degli incantesimi della maga Armida nel suo giardino sull'isola fortunata, sedotto e distratto dal proprio dovere di tornare all'assedio di Gerusalemme. In questa ottava il narratore descrive l'artificio del luogo: perfino gli uccelli e la brezza sembrano concertati apposta, in un contrappunto musicale che è parte dell'incantesimo stesso — la natura messa al servizio dell'inganno, in un canto pieno di ottave dedicate proprio alla seduzione illusoria del giardino.
Dove si trova1930, canto XVI, ottava 12. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Torquato Tasso, «Vezzosi augelli infra le verdi fronde temprano a prova lascivette note; mormora l'aura, e fa le foglie e l'onde garrir, che variamente ella percote. Quando taccion gli augelli alto risponde; quando cantan gli augei, più lieve scote; sia caso od arte, or accompagna, ed ora alterna i versi lor la music'òra.», Gerusalemme liberata, 1930, canto XVI, ottava 12. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Gerusalemme_liberata_(1930)/Canto_sedicesimo

