Una raccolta

Frasi e citazioni sulla notte

26 citazioni scelte a mano

La notte, in letteratura, non è mai solo l'assenza di luce. Elie Wiesel la trasforma nel titolo stesso della propria testimonianza di sopravvissuto, quella prima notte ad Auschwitz che «ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata». Franz Kafka apre «Il Castello» facendo arrivare K. a sera tarda in un villaggio sepolto dalla neve, con «nebbia e tenebre» che avvolgono ogni cosa, il castello stesso invisibile. Ursula K. Le Guin, ne «La mano sinistra delle tenebre», cita invece un proverbio del pianeta immaginario di Gethen: «La luce è la mano sinistra delle tenebre, e le tenebre la mano destra della luce» — non opposti, ma le due metà di una stessa cosa.

Terry Pratchett riprende la stessa idea con l'ironia che gli è propria: la luce crede di viaggiare più veloce di tutto, ma scopre sempre che il buio è arrivato prima di lei, e l'aspetta. T.S. Eliot apre «Il canto d'amore di J. Alfred Prufrock» con l'invito ad attraversare insieme «certe semideserte strade» tra «inquiete notti in alberghi da una notte», l'immagine più celebre della sua intera opera. Rainer Maria Rilke chiede invece al giovane poeta a cui scrive di interrogarsi «nell'ora più silenziosa della vostra notte»: prima di ogni domanda sulla poesia, viene quella sulla necessità di scrivere.

E c'è la notte come sfondo puro, dove tutto tace: Lev Tolstoj apre «I cosacchi» con Mosca addormentata, «solo di rado» il fruscio di una carrozza sulla neve; Pablo Neruda scrive «Posso scrivere i versi più tristi questa stanotte» nell'apertura della sua raccolta più celebre; e la narratrice di «Rebecca» di Daphne du Maurier confessa, nella prima riga del romanzo, di aver sognato — «ieri notte» — di tornare a Manderley.

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