«Il vento soffia e nevica la frasca, e tu non torni…»: il verso di Giovanni Pascoli da «Myricae»
Il vento soffia e nevica la frasca, e tu non torni ancora al tuo paese! quando partisti, come son rimasta! come l'aratro in mezzo alla maggese.

Siamo nella sezione «L'ultima passeggiata», un giro per la campagna di Romagna sul finire dell'autunno. La poesia si apre su un campo mezzo grigio e mezzo nero, con un aratro lasciato lì senza buoi, e prosegue col rumore cadenzato delle donne che lavano i panni nella gora, fra tonfi spessi e lunghe cantilene. Questi ultimi versi non sono più la voce del poeta: sono una di quelle cantilene, il canto popolare che le lavandaie intonano mentre lavorano.
Dove si trovaMyricae, sesta edizione, Raffaello Giusti, Livorno, 1903, sez. L'ultima passeggiata, «Lavandare», vv. 7-10, p. 69. Approfondisci →
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Come si cita questa frase
Giovanni Pascoli, «Il vento soffia e nevica la frasca, e tu non torni ancora al tuo paese! quando partisti, come son rimasta! come l'aratro in mezzo alla maggese.», Myricae, Myricae, sesta edizione, Raffaello Giusti, Livorno, 1903, sez. L'ultima passeggiata, «Lavandare», vv. 7-10, p. 69. Testo: https://archive.org/stream/myricaep00pascuoft/myricaep00pascuoft_djvu.txt

