«E s'aprono i fiori notturni, nell'ora che penso ai…»: il verso di Giovanni Pascoli da «Canti di Castelvecchio»
E s'aprono i fiori notturni, nell'ora che penso ai miei cari.

Sono i primi due versi della poesia, scritta da Pascoli per la notte di nozze dell'amico Gabriele Briganti: il gelsomino che si apre al buio, insieme agli altri fiori notturni, apre la lunga veglia in cui il poeta, restando fuori da quella casa e da quell'amore, immagina l'intimità della coppia mentre profumi, insetti notturni e il cielo stellato sembrano vegliare, silenziosi e complici, sull'evento.
Dove si trovaRizzoli BUR, 1983, Il gelsomino notturno, vv. 1-2. Testo su Wikisource →
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Come si cita questa frase
Giovanni Pascoli, «E s'aprono i fiori notturni, nell'ora che penso ai miei cari.», Canti di Castelvecchio, Rizzoli BUR, 1983, Il gelsomino notturno, vv. 1-2. Testo: https://it.wikisource.org/wiki/Canti_di_Castelvecchio/Canti_di_Castelvecchio/Il_gelsomino_notturno

